L’assedio di Amantea del 1806

Nell’autunno del 1806 tra Fiumefreddo e Amantea si svolse un pezzo importante della campagna militare napoleonica. Meglio noto come l’assedio di Amantea, i libri di storia raccontano l’episodio così: “Un pugno di miseri calabresi si schiera contro le truppe più agguerrite d’Europa“. Questo magnifico itinerario vi consentirà di ripercorrere i luoghi delle battaglie, tra le più cruente della campagna francese nel sud Italia.

Partendo dalla marina di Belmonte attraverserete tutto il paese fino a giungere nella frazione di Vadi. Qui i francesi piazzarono un primo reggimento per bloccare le vie che portavano a Cosenza. Da qui percorrendo il crinale verso mare si arriva nella zona di Camoli; punto strategico che consentiva di controllare l’abitato di Belmonte, anch’esso sotto assedio, ma soprattutto Amantea. La distanza tra Camoli e Amantea è tale che consentiva ai cannoni francesi di sparare sulle mura di Amantea.

Scendendo sul mare e proseguendo a sud entrerete nel centro storico di Amantea; una salita impegnativa vi porterà in quel che resta del castello. Durante il tragitto potrete vedere il borgo di Amantea, e alcune delle sue opere architettoniche più importanti. Potrete gustare un gelato, fermarvi tra la gente, e immaginare come questo borgo riuscì a resistere circa 3 mesi, prima di arrendersi a 5.000 militari francesi.

Vi sposterete poi nella zona in cui i francesi installarono un altro avamposto. La zona di “Cannavina“, che era strategica per isolare completamente il borgo di Amantea. Ci si arriva passando per il convento di San Bernardino, da cui i francesi cannonegiavano la resistenza. Continuando ancora verso est arriverete nel piccolo borgo di San Pietro in Amantea; una discesa verso il fiume Licetto e poi una dura salita vi riporteranno nella zona di Vadi. Da qui potrete concludere il vostro giro scendendo fino a mare per vedere il “Rivellino“; la più grande caserma militare che i francesi utilizzarono in quei giorni.

Assedio_Amantea_Elevation_Profile
Elevation Profile